Bicameralismo perfetto

Questa mattina, ascoltando distrattamente Omnibus, la trasmissione di approfondimento politico che ogni mattina viene trasmessa su La7, ho sentito una cosa che mi ha fatto trasalire: Fabrizio Rondolino, noto ed esperto giornalista, proveniente da ambienti di sinistra, ha dichiarato che nella situazione attuale, cioé con 3 partiti praticamente equivalente, non c’é legge elettorale che tenga, nessuna legge elettorale puó garantire la governabilitá nei due rami del parlamento, considerando il vincolo costituzionale secondo cui la camera e il senato devono essere eletti con leggi elettorali sostanzialmente diverse. L’unica strada sarebbe una riforma costituzionale che prevedesse uguale legge elttorale anche al senato, che anzi, ha aggiunto Rondolino, andrebbe proprio eliminato. Interviene Stefano Mazzuca, direttore del Giorno, e ribadisce che il bicameralismo perfetto é una autentica palla al piede, e ha raccontato un aneddoto secondo cui una legge riguardante l’ordine dei giornalisti, approvata alla camera in tempi brevi, approdata al senato é sparita, non se ne trova piú traccia. E come accaduto per questa legge accade per tante altre leggi che potrebbero, se approvate rapidamente, contribuire a modernizzare e migliorare il paese.
Sono sorpreso che ci siano almeno due giornalisti che sostengono quanto sia fondamentale, oggi come oggi, avviare delle riforme costituzionali per snellire e rendere piú efficiente la vita politica in Italia, ma é una cosa che in pochi ancora sostengono, preferiscono concentrarsi sul falso problema della legge elettorale, come mosconi che sbattono stolidamenter contro il vetro della finestra chiusa, e non capiscono. Purtroppo la costituzione continua ad essere un feticcio intoccabile, non si tocca e soprattutto se qualcuno OSA dire che forse si potrebbe fare qualcosa per provare a cambiare in parte alcuni punti della costituzione per provare ad avere una governabilitá migliore, ecco che le trombe della retorica cominciano a squillare, la costituzione diventa la piú bella del mondo, Benigni ci ammorba con le sue performance filocostituzionaliste, e il fanatismo mistico-religioso che circonda la nostra costituzione rende impossibile anche il solo parlare di possibili riforme costituzionali.

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